Il 6 giugno 2025, presso l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, il Politecnico di Bari ha preso parte all’evento “Racing and High Performance Support Equipment”, organizzato da AIPnD (Associazione Italiana Prove non Distruttive), con un contributo tecnico focalizzato su “Tecniche NDT e SHM basate su metodi termici per la caratterizzazione di materiali nell’industria automobilistica”.
L’intervento, a cura di Ester D’Accardi, ricercatrice del gruppo di ricerca di Diagnostica Strutturale e Metodi Termici del Dipartimento DMMM del Politecnico di Bari, si inserisce nelle attività di ricerca del progetto nazionale CO-SMART, promosso dal Centro per la Mobilità Sostenibile (MOST) e finanziato con fondi PNRR – NextGenerationEU.
SHM e termografia: nuove frontiere per i materiali automobilistici
Al centro della presentazione, l’adozione di metodologie innovative per il monitoraggio strutturale (SHM) e la caratterizzazione non distruttiva (NDT) di materiali compositi avanzati, con un focus particolare su componenti realizzati tramite stampa 3D e impiegati nell’industria dell’alta performance automobilistica.
Tra le tecniche illustrate, la Thermoelastic Stress Analysis (TSA) ha mostrato un enorme potenziale come strumento non invasivo per rilevare e monitorare in tempo reale i danni in componenti sottoposti a carichi ciclici. Particolare attenzione è stata rivolta all’uso di sensori termici a basso costo, come il FLIR BOSON e il FLIR Lepton, che rappresentano una soluzione promettente per implementare sistemi di monitoraggio accessibili e scalabili, anche in ambienti operativi complessi.
Un confronto tra sensori: dal laboratorio alla pista
I risultati presentati hanno riguardato prove a fatica condotte su provini in materiale composito stampati in 3D con diverse configurazioni stratificate (Quasi-Isotropic, Cross-Ply, Angle-Ply), progettati con fori centrali per innescare la propagazione del danno. Durante i test, sono state acquisite sequenze termografiche elaborate in post-processing per analisi spettrali, mappe di ampiezza e variazioni di fase, confrontando i dati ottenuti da camere a infrarossi raffreddate di fascia alta con quelli provenienti da sensori microbolometrici compatti ed economici.
Il sensore BOSON, in particolare, si è dimostrato efficace nel rilevare cricche e delaminazioni anche nelle prime fasi di danneggiamento, offrendo risultati qualitativi e quantitativi coerenti con quelli di sensori di fascia superiore. Anche il piccolo Lepton 3.5, pur con alcune limitazioni legate a risoluzione e frequenza di acquisizione, ha consentito di visualizzare l’evoluzione del danno nei cicli finali, suggerendo interessanti prospettive per screening rapidi e a bassissimo costo.
PoliBa e CO-SMART: la termografia per una mobilità più sostenibile
L’intervento di Ester D’Accardi ha evidenziato come la termografia applicata all’SHM possa rappresentare una risorsa concreta per il monitoraggio continuo di componenti critici nell’automotive, in particolare nei contesti racing e high performance, dove leggerezza, affidabilità e prontezza diagnostica sono elementi determinanti.
Questa attività si colloca nel perimetro dello Spoke 11 del progetto CO-SMART, dedicato a materiali innovativi e alleggerimento strutturale, e punta a trasferire le tecnologie di laboratorio in soluzioni operative industriali, riducendo costi e complessità attraverso l’impiego di strumenti compatti e versatili.
Il Politecnico di Bari si conferma così protagonista nel panorama italiano e internazionale della ricerca applicata al settore automobilistico, contribuendo attivamente – attraverso il progetto CO-SMART – alla costruzione di una mobilità sempre più intelligente, sostenibile e ad alte prestazioni.