SUSTAINED: quando la plastica rinasce in auto

Reti da pesca dismesse, fibre di carbonio riciclate e una visione chiara della sostenibilità come leva di sviluppo industriale. Potrebbe sembrare l’incipit di un racconto utopico sull’economia circolare, ma è esattamente ciò che accade nel progetto SUSTAINED, una delle punte di diamante della flagship CO-SMART, finanziata dal PNRR nell’ambito della Missione 4 “Istruzione e Ricerca”. Coordinata dall’Università di Pisa e sviluppata con la collaborazione di numerose università italiane, tra cui il Politecnico di Bari e l’Università di Bologna, il progetto si muove all’interno dello Spoke 11 del Centro nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST), che punta a rivoluzionare il settore automotive a partire dalla sostenibilità dei materiali.

Dalla plastica dei mari ai veicoli del futuro

Nel cuore del progetto SUSTAINED c’è un’idea semplice e radicale: trasformare un rifiuto in risorsa. Le reti da pesca dismesse, una delle principali cause dell’inquinamento marino, vengono trattate per recuperare poliammide 6 (PA6), una plastica tecnica ad alte prestazioni. A questo materiale si aggiungono fibre di carbonio riciclate, normalmente considerate scarto industriale, per creare un composito leggero e ad alte prestazioni, ideale per componenti strutturali dell’auto.

Il risultato è sorprendente: ogni tonnellata di questo nuovo materiale consente di evitare l’immissione in atmosfera di quasi sei tonnellate di CO₂, con un impatto ambientale del 150% inferiore rispetto ai materiali equivalenti prodotti con risorse vergini. Numeri che parlano chiaro e che rendono questo composito non solo una scelta industrialmente competitiva, ma anche ecologica.

Test superati e performance superiori

Per dimostrare che la sostenibilità non deve sacrificare la sicurezza, i ricercatori hanno realizzato un prototipo reale: un connettore per cintura di sicurezza, interamente prodotto con il nuovo materiale composito. Sottoposto ai test prestazionali da Stellantis, il componente ha superato con successo le prove di resistenza meccanica, raggiungendo in alcuni casi prestazioni superiori rispetto agli standard ottenuti con materiali tradizionali.

Un risultato che non solo certifica la validità scientifica del progetto, ma apre le porte a una possibile industrializzazione su larga scala del composito totalmente a base di materiali riciclati.

Una nuova catena del valore

Ma SUSTAINED non si è limitato solo a sviluppare un nuovo materiale. Il suo obiettivo futuro più ambizioso è costruire una filiera italiana della sostenibilità, basata sul riutilizzo dei materiali e sulla sinergia tra ricerca pubblica, imprese e territorio. Dalla raccolta delle reti nei porti, al loro pretrattamento e ri-processamento fino alla produzione di componenti per l’automotive, il progetto disegna una nuova catena del valore circolare, replicabile anche in altri settori.

Il Dipartimento di Chimica Industriale dell’Università di Bologna, in particolare, ha lavorato sul riciclo delle fibre di carbonio, ottimizzando il processo di piro-gassificazione. Il Dipartimento di Ingegneria Civile e industriale dell’Università di Pisa si è occupato della raccolta, selezione e caratterizzazione delle reti da pesca dismesse, del loro pretrattamento, riprocessamento e produzione dei compositi e della loro caratterizzazione meccanica.  

il capitale umano come motore

A rendere possibile tutto questo è anche un investimento senza precedenti nel capitale umano: solo nello Spoke 11, ben 45 tra RTD-A, dottorandi e assegnisti sono stati coinvolti nei progetti, come sottolineato anche dalla coordinatrice Maurizia Seggiani. “Il PNRR è stato un vero Piano Marshall per la ricerca italiana – ha dichiarato – ma ora serve continuità: non possiamo disperdere queste competenze formate”.

SUSTAINED è dunque un esempio concreto di come si possa coniugare innovazione, sostenibilità e sviluppo industriale, partendo da scarti e arrivando a materiali per componenti che potrebbero equipaggiare l’auto del futuro. Una storia di scienza applicata che merita di uscire dai laboratori per diventare un’innovazione industriale del Paese.