BOOSTER, ECOFRIEND e REOBTAIN: dall’olio esausto a materiali per automotive sostenibile

È un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: trasformare olio da cucina esausto – quello usato per friggere – in materiali per l’industria automobilistica. È quanto hanno e stanno realizzando i ricercatori impegnati nei progetti BOOSTER, ECOFRIEND e REOBTAIN, sviluppati nell’ambito dello Spoke 11 del MOST di cui i risultati e i prototipi derivanti sono oggetto delle attività di comunicazione del progetto CO-SMART, finanziato dal PNRR all’interno della Missione 4 “Istruzione e Ricerca e il cui partenariato è guidato dall’Università di Pisa”.

Tre progetti distinti ma complementari, che condividono un obiettivo comune: valorizzare olio vegetale esausto per contribuire alla mobilità del futuro, unendo economia circolare, innovazione dei materiali e comfort per gli utenti.

Da rifiuto a risorsa: l’olio esausto diventa poliolo

Cuore tecnologico di questi progetti è la conversione dell’olio esausto in “poliolo”, una sostanza usata nella produzione di schiume poliuretaniche flessibili, largamente usate nell’interno delle automobili.

Grazie a un processo di sintesi chimica sviluppato nell’ambito del progetto BOOSTER dal gruppo di ricerca dell’Università di Pisa, è stato possibile produrre schiume flessibili, composte per l’80% da componenti bio-based di scarto.

Il risultato è una schiuma leggera, resistente alla compressione e con eccellente recupero elastico, perfetta per realizzare sedili, cruscotti o pannelli porta. E con prestazioni e densità in linea con quelli delle schiume da fonti fossili, ma con un impatto ambientale notevolmente ridotto.

Comfort intelligente: il calore si regola da solo

Il progetto ECOFRIEND ha spinto ancora oltre l’innovazione, introducendo nelle schiume delle microcapsule di materiale a cambio di fase (PCM) in grado di assorbire e rilasciare calore in modo controllato. Questi materiali si attivano nella fascia tra i 30 e i 40 °C, contribuendo a mantenere stabile la temperatura all’interno dell’abitacolo a seguito di escursioni termiche esterne all’abitacolo.

Il risultato è duplice: maggiore comfort per il guidatore e i passeggeri, ma anche riduzione del carico sul sistema di climatizzazione, con conseguente risparmio energetico e riduzione delle emissioni indirette. Una tecnologia che unisce benessere e sostenibilità, con potenzialità enormi anche in altri ambiti quali ingegneria civile e ambientale.

Lubrificazione green: biolubrificanti da olio esausto   

Infine, il progetto REOBTAIN si concentra su un ulteriore derivato dell’olio esausto: la produzione di biolubrificanti, ovvero oli con proprietà reologiche e tribologiche idonee per la lubrificazione di componenti meccanici in ambito automotive e industriale. I test effettuati hanno dimostrato che questi lubrificanti mantengono ottime proprietà viscose anche ad alte temperature, presentano grande stabilità chimica e termica, e sono adatti ad applicazioni come il serraggio.

È un campo, quello dei lubrificanti “verdi”, in forte espansione, e l’approccio di REOBTAIN dimostra come una filiera di recupero integrata possa soddisfare anche le esigenze tecniche più complesse del comparto produttivo.

Scarti che generano valore

Ciò che unisce questi tre progetti è una visione di economia circolare: convertire un problema ambientale in opportunità tecnologica, trasformando ciò che oggi finisce nello scolo di una cucina in materiali funzionali, intelligenti e sostenibili.

Un’idea tanto potente quanto replicabile, come ha sottolineato la professoressa Maurizia Seggiani, coordinatrice del progetto CO-SMART: “La sfida non è solo scientifica, ma anche culturale. Dimostrare che un rifiuto può diventare innovazione è un messaggio forte per l’industria, per i cittadini e per le istituzioni”.

In un momento in cui si discute intensamente di transizione ecologica e neutralità climatica, BOOSTER, ECOFRIEND e REOBTAIN rappresentano un esempio concreto di economia circolare applicata, in cui l’automobile del futuro si costruisce anche a partire dall’olio della friggitrice di ieri.