Sette contributi, un solo obiettivo: portare la ricerca scientifica nel cuore della transizione ecologica e della mobilità sostenibile. È con questo spirito che il progetto CO-SMART, parte integrante del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST), ha partecipato al III Convegno Nazionale della Divisione di Chimica per le Tecnologie della SCI e al XIV Convegno dell’Associazione Italiana di Chimica per l’Ingegneria (AICIng), tenutisi a Milazzo dall’1 al 4 settembre 2025.
Tra interventi orali e poster scientifici, i ricercatori coinvolti negli Spoke 11 e 14 del progetto MOST hanno illustrato risultati che uniscono chimica verde, economia circolare e innovazione applicata all’automotive, dimostrando ancora una volta la vocazione interdisciplinare e sistemica di CO-SMART.

Dai rifiuti ai materiali intelligenti
La prof.ssa Maurizia Seggiani (Università di Pisa) ha illustrato lo studio “Multifunctional Flexible Bio-based Polyurethane Foams Incorporating Phase Change Materials”, dedicato a schiume poliuretaniche flessibili e sostenibili, ottenute da olio da cucina esausto e materiali a cambiamento di fase (PCM). Il risultato è un materiale multifunzionale, capace di immagazzinare calore e isolare termicamente, con possibili applicazioni negli interni auto e nell’edilizia.
Tessuti antimicrobici dalle reti da pesca
La dott.ssa Annafelicia Civitavecchia (UNIVPM) ha presentato il lavoro “Innovative Nonwoven Antimicrobial Fabrics from Discarded Fishing Nets”, incentrato sul riciclo delle reti da pesca dismesse per produrre tessuti non tessuti con proprietà antimicrobiche. Grazie all’integrazione con nanostrutture (LDHs) e all’elettrofilatura, il team ha sviluppato materiali leggeri e sicuri per superfici a contatto frequente, ideali per la mobilità condivisa.
Biolubrificanti da olio esausto
Nel suo intervento “Synthesis and Characterization of Waste Cooking Oil-Derived Polyols for Use as Biolubricants”, la dott.ssa Irene Anguillesi (Università di Pisa) ha mostrato come trasformare olio esausto in polioli bio-based dalle ottime prestazioni reologiche e tribologiche. Il prodotto finale: biolubrificanti termicamente stabili, viscosi e resistenti all’usura, pensati per sostituire i tradizionali lubrificanti fossili nel settore meccanico e automobilistico.
Compositi circolari ad alte prestazioni
Il dott. Damiano Rossi (Università di Pisa) ha presentato il lavoro “Polyamide 6 recycled fishing nets modified with biochar fillers and reclaimed carbon fibers”, che combina reti da pesca riciclate, biochar da scarti agricoli e fibre di carbonio rigenerate. Il risultato è un materiale resistente, leggero e con proprietà ignifughe, che consente un risparmio di oltre 5,7 tonnellate di CO₂ equivalenti secondo l’analisi LCA.
Dalle schede elettroniche al carburante green
Con “Copper recovered from waste printed circuit boards as catalytic drive for methanol dehydration to dimethyl ether”, il dott.ssa Francesca Derobertis (Politecnico di Bari) ha illustrato un processo per recuperare rame da rifiuti elettronici (PCB) e riutilizzarlo come catalizzatore per produrre dimetiletere (DME), un carburante pulito alternativo al diesel. Una proposta che integra riciclo di e-waste e produzione di nuovi combustibili sostenibili.
Il poster: cinque strade per l’olio esausto
Nel poster “Waste cooking oil valorization in the field of sustainable mobility”, la dott.ssa Maria Michela Dell’Anna (Politecnico di Bari) ha illustrato cinque approcci per la trasformazione dell’olio da cucina esausto in biolubrificanti industriali, dimostrando la versatilità chimica di un rifiuto domestico e il suo potenziale nell’economia circolare della mobilità.
Il poster: la lignina come risorsa energetica
Il prof. Piero Mastrorilli (Politecnico di Bari), in collaborazione con ENEA, ha presentato il poster “Utilization of Lignin-Rich Biorefinery Residues to Produce Biofuels and Value-Added Chemicals”, in cui si valorizzano i residui ligninosi della paglia di grano per ottenere biofuel e molecole chimiche di interesse industriale, attraverso un processo di idrogenazione catalitica che sfrutta il nickel Raney. Un esempio concreto di integrazione tra bioenergia, agricoltura e carburanti rinnovabili.

CO-SMART a Milazzo: un modello italiano di trasferimento tecnologico
La partecipazione di CO-SMART al convegno di Milazzo ha confermato la forza della rete nazionale costruita attorno al progetto MOST e la capacità di trasferire ricerca in soluzioni concrete per l’industria. Dai rifiuti organici agli scarti elettronici, dalla paglia di grano alle reti da pesca, ogni studio ha mostrato che la chimica può guidare la transizione ecologica.
Dalla cucina alla strada, dal mare al laboratorio, CO-SMART dimostra che la mobilità del futuro si costruisce anche partendo dai rifiuti di oggi, con intelligenza, scienza e visione sistemica.