MILAZZO | Rifiuti trasformati in tecnologie smart

All’interno del III Convegno Nazionale della Divisione di Chimica per le Tecnologie della Società Chimica Italiana (SCI) e del XIV Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Chimica per l’Ingegneria (AICIng), tenutisi a Milazzo dall’1 al 4 settembre, si è parlato anche di mobilità sostenibile, innovazione circolare e materiali intelligenti. In questo scenario, ha trovato spazio uno degli interventi più rappresentativi del progetto CO-SMART: quello della prof.ssa Maurizia Seggiani dell’Università di Pisa, che ha illustrato una ricerca dal titolo “Multifunctional Flexible Bio-based Polyurethane Foams Incorporating Phase Change Materials”.

Il contributo della professoressa Seggiani, coadiuvata da un team di ricerca interuniversitario (Pisa, Bologna, Bari), si inserisce tra le attività dello Spoke 11 del progetto MOST (Mobility Smart Territories), finanziato dal PNRR, e punta a un obiettivo concreto: sviluppare materiali sostenibili e intelligenti per interni automotive e altre applicazioni legate all’efficienza energetica.

Le schiume poliuretaniche bio-based che immagazzinano energia

Lo studio ha riguardato la sintesi di schiume poliuretaniche flessibili multifunzionali, ottenute da oli da cucina esausti e integrate con materiali a cambiamento di fase (PCM) microincapsulati. Il risultato? Un materiale capace non solo di isolare termicamente, ma anche di immagazzinare e rilasciare energia termica in modo intelligente.

Le schiume, realizzate partendo da un poliolo ricavato da WCO (waste cooking oil) e un isocianato parzialmente bio-based, hanno dimostrato la capacità di assorbire fino a 26,2 J/g di energia termica, mantenendo una temperatura di cambiamento di fase stabile a 36°C, ovvero in prossimità della temperatura ambiente.

Più sostenibilità, più prestazioni

La presenza delle microcapsule di PCM ha migliorato la resistenza meccanica delle schiume, aumentando la densità e la rigidità, con una leggera penalizzazione dell’elasticità. Nonostante ciò, i test di fatica hanno confermato una buona resistenza ai cicli di carico, dimostrando che il materiale conserva le sue proprietà anche in condizioni dinamiche, tipiche degli ambienti automobilistici.

Dal punto di vista termico, la conduttività è risultata leggermente aumentata, ma rimane compatibile con applicazioni isolanti. Sul fronte della sicurezza, la prestazione al fuoco è rimasta stabile, grazie al bilanciamento tra il contenuto di paraffina (infiammabile) e il rivestimento in silice (ritardante di fiamma).

Un materiale per il futuro dell’auto (e non solo)

Le potenzialità di queste schiume bio-based e multifunzionali sono evidenti: leggere, sostenibili, capaci di isolare e accumulare energia, possono trovare applicazione non solo nel settore automobilistico, ma anche in edilizia e design. La ricerca, inoltre, valorizza un rifiuto urbano come l’olio esausto, dimostrando come economia circolare ed efficienza energetica possano convivere nello stesso materiale.

L’intervento della prof.ssa Seggiani ha suscitato interesse e attenzione all’interno del convegno, confermando il ruolo del progetto CO-SMART come cantiere d’innovazione dove università, industria e territorio lavorano insieme per costruire una mobilità (e un futuro) davvero sostenibili.